<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>FB Liguria &#187; Chiesa</title>
	<atom:link href="http://www.fbliguria.org/category/chiesa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.fbliguria.org</link>
	<description>il sito della comunità ligure foulard bianchi</description>
	<lastBuildDate>Sat, 03 Jul 2010 09:51:29 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>XVIII Giornata mondiale del malato</title>
		<link>http://www.fbliguria.org/2010/02/xviii-giornata-mondiale-del-malato/</link>
		<comments>http://www.fbliguria.org/2010/02/xviii-giornata-mondiale-del-malato/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 14:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fbliguria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[malato]]></category>
		<category><![CDATA[omelia]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[spirito]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fbliguria.org/?p=470</guid>
		<description><![CDATA[SANTA MESSA NELLA MEMORIA DELLA BEATA VERGINE MARIA DI LOURDES &#8211; XVIII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO
OMELIA DEL SANTO PADRE
Signori Cardinali, venerati Fratelli nell’episcopato, cari fratelli e sorelle! I Vangeli, nelle sintetiche descrizioni della breve ma intensa vita pubblica di Gesù, attestano che egli annuncia la Parola e opera guarigioni di malati, segno per eccellenza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fbliguria.org/wp-content/uploads/2010/02/100423a12bf48bfe1b995147ea70d09e.jpeg" rel="shadowbox[post-470];player=img;"><img class="alignleft size-full wp-image-471" title="100423a12bf48bfe1b995147ea70d09e" src="http://www.fbliguria.org/wp-content/uploads/2010/02/100423a12bf48bfe1b995147ea70d09e.jpeg" alt="" width="225" height="300" /></a>SANTA MESSA NELLA MEMORIA DELLA BEATA VERGINE MARIA DI LOURDES &#8211; XVIII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO</p>
<p style="text-align: justify;">OMELIA DEL SANTO PADRE<br />
Signori Cardinali, venerati Fratelli nell’episcopato, cari fratelli e sorelle! I Vangeli, nelle sintetiche descrizioni della breve ma intensa vita pubblica di Gesù, attestano che egli annuncia la Parola e opera guarigioni di malati, segno per eccellenza della vicinanza del Regno di Dio. Ad esempio, Matteo scrive: &#8220;Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo&#8221; (Mt 4,23; cfr 9,35). La Chiesa, cui è affidato il compito di prolungare nello spazio e nel tempo la missione di Cristo, non può disattendere queste due opere essenziali: evangelizzazione e cura dei malati nel corpo e nello spirito. <span id="more-470"></span>Dio, infatti, vuole guarire tutto l’uomo e nel Vangelo la guarigione del corpo è segno del risanamento più profondo che è la remissione dei peccati (cfr Mc 2,1-12). Non meraviglia, dunque, che Maria, madre e modello della Chiesa, sia invocata e venerata come &#8220;Salus infirmorum&#8221;, &#8220;Salute dei malati&#8221;. Quale prima e perfetta discepola del suo Figlio, Ella ha sempre mostrato, nell’accompagnare il cammino della Chiesa, una speciale sollecitudine per i sofferenti. Ne danno testimonianza le migliaia di persone che si recano nei santuari mariani per invocare la Madre di Cristo e trovano in lei forza e sollievo. Il racconto evangelico della Visitazione (cfr Lc 1,39-56) ci mostra come la Vergine, dopo l’annuncio dell’Angelo, non tenne per sé il dono ricevuto, ma partì subito per andare ad aiutare l’anziana cugina Elisabetta, che da sei mesi portava in grembo Giovanni. Nel sostegno offerto da Maria a questa parente che vive, in età avanzata, una situazione delicata come la gravidanza, vediamo prefigurata tutta l’azione della Chiesa a sostegno della vita bisognosa di cura.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, istituito 25 anni or sono dal Venerabile Papa Giovanni Paolo II, è senza dubbio un’espressione privilegiata di tale sollecitudine. Il pensiero va con riconoscenza al Cardinale Fiorenzo Angelini, primo Presidente del Dicastero e da sempre appassionato animatore di questo ambito di attività ecclesiale; come pure al Cardinale Javier Lozano Barragán, che fino a pochi mesi fa ha dato continuità ed incremento a tale servizio. Con viva cordialità rivolgo, poi, all’attuale Presidente, Mons. Zygmunt Zimowski, che ha assunto tale significativa ed importante eredità, il mio saluto, che estendo a tutti gli officiali ed al personale che in questo quarto di secolo hanno lodevolmente collaborato in tale ufficio della Santa Sede. Desidero, inoltre, salutare le associazioni e gli organismi che curano l’organizzazione della Giornata del Malato, in particolare l’UNITALSI e l’Opera Romana Pellegrinaggi. Il benvenuto più affettuoso va naturalmente a voi, cari malati! Grazie di essere venuti e soprattutto della vostra preghiera, arricchita dall’offerta delle vostre fatiche e sofferenze. E il saluto si dirige poi agli ammalati e ai volontari collegati con noi da Lourdes, Fatima, Częstochowa e dagli altri Santuari mariani, a quanti seguono mediante la radio e la televisione, specialmente dalle case di cura o dalle proprie abitazioni. Il Signore Iddio, che veglia costantemente sui suoi figli, dia a tutti conforto e consolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Due sono i temi principali che presenta oggi la liturgia della Parola: il primo è di carattere mariano e collega il Vangelo e la prima lettura, tratta dal capitolo finale del Libro di Isaia, come pure il Salmo responsoriale, ricavato dal cantico di lode a Giuditta. L’altro tema, che troviamo nel brano della Lettera di Giacomo, è quello della preghiera della Chiesa per i malati e, in particolare, del sacramento a loro riservato. Nella memoria delle apparizioni a Lourdes, luogo prescelto da Maria per manifestare la sua materna sollecitudine per gli infermi, la liturgia riecheggia opportunamente il Magnificat, il cantico della Vergine che esalta le meraviglie di Dio nella storia della salvezza: gli umili e gli indigenti, come tutti coloro che temono Dio, sperimentano la sua misericordia, che ribalta le sorti terrene e dimostra così la santità del Creatore e Redentore. Il Magnificat non è il cantico di coloro ai quali arride la fortuna, che hanno sempre &#8220;il vento in poppa&#8221;; è piuttosto il ringraziamento di chi conosce i drammi della vita, ma confida nell’opera redentrice di Dio. È un canto che esprime la fede provata di generazioni di uomini e donne che hanno posto in Dio la loro speranza e si sono impegnati in prima persona, come Maria, per essere di aiuto ai fratelli nel bisogno. Nel Magnificat sentiamo la voce di tanti Santi e Sante della carità, penso in particolare a quelli che hanno speso la loro vita tra i malati e i sofferenti, come Camillo de Lellis e Giovanni di Dio, Damiano de Veuster e Benedetto Menni. Chi rimane a lungo vicino alle persone sofferenti, conosce l’angoscia e le lacrime, ma anche il miracolo della gioia, frutto dell’amore.</p>
<p style="text-align: justify;">La maternità della Chiesa è riflesso dell’amore premuroso di Dio, di cui parla il profeta Isaia: &#8220;Come una madre consola un figlio, / così io vi consolerò; / a Gerusalemme sarete consolati&#8221; (Is 66,13). Una maternità che parla senza parole, che suscita nei cuori la consolazione, una gioia intima, una gioia che paradossalmente convive con il dolore, con la sofferenza. La Chiesa, come Maria, custodisce dentro di sé i drammi dell’uomo e la consolazione di Dio, li tiene insieme, lungo il pellegrinaggio della storia. Attraverso i secoli, la Chiesa mostra i segni dell’amore di Dio, che continua ad operare cose grandi nelle persone umili e semplici. La sofferenza accettata e offerta, la condivisione sincera e gratuita, non sono forse miracoli dell’amore? Il coraggio di affrontare il male disarmati – come Giuditta –, con la sola forza della fede e della speranza nel Signore, non è un miracolo che la grazia di Dio suscita continuamente in tante persone che spendono tempo ed energie per aiutare chi soffre? Per tutto questo noi viviamo una gioia che non dimentica la sofferenza, anzi, la comprende. In questo modo i malati e tutti i sofferenti sono nella Chiesa non solo destinatari di attenzione e di cura, ma prima ancora e soprattutto protagonisti del pellegrinaggio della fede e della speranza, testimoni dei prodigi dell’amore, della gioia pasquale che fiorisce dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel brano della Lettera di Giacomo, appena proclamato, l’Apostolo invita ad attendere con costanza la venuta ormai prossima del Signore e, in tale contesto, rivolge una particolare esortazione riguardante i malati. Questa collocazione è molto interessante, perché rispecchia l’azione di Gesù, che guarendo i malati mostrava la vicinanza del Regno di Dio. La malattia è vista nella prospettiva degli ultimi tempi, con il realismo della speranza tipicamente cristiano. &#8220;Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia, canti inni di lode&#8221; (Gc 5,13). Sembra di sentire parole simili di san Paolo, quando invita a vivere ogni cosa in relazione alla radicale novità di Cristo, alla sua morte e risurrezione (cfr 1 Cor 7,29-31). &#8220;Chi è malato, chiami presso di sé i presbiteri della Chiesa ed essi preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato&#8221; (Gc 5,14-15). Qui è evidente il prolungamento di Cristo nella sua Chiesa: è ancora Lui che agisce, mediante i presbiteri; è il suo stesso Spirito che opera mediante il segno sacramentale dell’olio; è a Lui che si rivolge la fede, espressa nella preghiera; e, come accadeva alle persone guarite da Gesù, ad ogni malato si può dire: la tua fede, sorretta dalla fede dei fratelli e delle sorelle, ti ha salvato.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo testo, che contiene il fondamento e la prassi del sacramento dell’Unzione dei malati, si ricava al tempo stesso una visione del ruolo dei malati nella Chiesa. Un ruolo attivo nel &#8220;provocare&#8221;, per così dire, la preghiera fatta con fede. &#8220;Chi è malato, chiami i presbiteri&#8221;. In questo Anno Sacerdotale, mi piace sottolineare il legame tra i malati e i sacerdoti, una specie di alleanza, di &#8220;complicità&#8221; evangelica. Entrambi hanno un compito: il malato deve &#8220;chiamare&#8221; i presbiteri, e questi devono rispondere, per attirare sull’esperienza della malattia la presenza e l’azione del Risorto e del suo Spirito. E qui possiamo vedere tutta l’importanza della pastorale dei malati, il cui valore è davvero incalcolabile, per il bene immenso che fa in primo luogo al malato e al sacerdote stesso, ma anche ai familiari, ai conoscenti, alla comunità e, attraverso vie ignote e misteriose, a tutta la Chiesa e al mondo. In effetti, quando la Parola di Dio parla di guarigione, di salvezza, di salute del malato, intende questi concetti in senso integrale, non separando mai anima e corpo: un malato guarito dalla preghiera di Cristo, mediante la Chiesa, è una gioia sulla terra e nel cielo, è una primizia di vita eterna.</p>
<p style="text-align: justify;">Cari amici, come ho scritto nell’Enciclica Spe salvi, &#8220;la misura dell’umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società&#8221; (n. 30). Istituendo un Dicastero dedicato alla pastorale sanitaria, la Santa Sede ha voluto offrire il proprio contributo anche per promuovere un mondo più capace di accogliere e curare i malati come persone. Ha voluto, infatti, aiutarli a vivere l’esperienza dell’infermità in modo umano, non rinnegandola, ma offrendo ad essa un senso. Vorrei concludere queste riflessioni con un pensiero del Venerabile Papa Giovanni Paolo II, che egli ha testimoniato con la propria vita. Nella Lettera apostolica Salvifici doloris egli ha scritto: &#8220;Cristo allo stesso tempo ha insegnato all’uomo a far del bene con la sofferenza e a far del bene a chi soffre. In questo duplice aspetto egli ha svelato fino in fondo il senso della sofferenza&#8221; (n. 30). Ci aiuti la Vergine Maria a vivere pienamente questa missione.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fbliguria.org/2010/02/xviii-giornata-mondiale-del-malato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>17° Giornata Mondiale del Malato</title>
		<link>http://www.fbliguria.org/2009/02/17%c2%b0-giornata-mondiale-del-malato/</link>
		<comments>http://www.fbliguria.org/2009/02/17%c2%b0-giornata-mondiale-del-malato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 18:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fbliguria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[malati]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[san pietro]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fbliguria.org/?p=325</guid>
		<description><![CDATA[INCONTRO CON GLI AMMALATI NELLA MEMORIA DELLA BEATA VERGINE DI LOURDES
Cari ammalati, cari fratelli e sorelle!
Assume un singolare valore e significato questo nostro incontro: esso ha luogo in occasione della Giornata Mondiale del Malato, che ricorre oggi, memoria della Beata Vergine di Lourdes. Il mio pensiero va a quel Santuario dove, in occasione del 150° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fbliguria.org/wp-content/uploads/2009/02/papa_lourdes-2008091419031709hg2.jpg" rel="shadowbox[post-325];player=img;"><img class="alignleft size-medium wp-image-326" title="papa_lourdes-2008091419031709hg2" src="http://www.fbliguria.org/wp-content/uploads/2009/02/papa_lourdes-2008091419031709hg2-300x171.jpg" alt="" width="300" height="171" /></a>INCONTRO CON GLI AMMALATI NELLA MEMORIA DELLA BEATA VERGINE DI LOURDES</p>
<p style="text-align: justify;">Cari ammalati, cari fratelli e sorelle!<br />
Assume un singolare valore e significato questo nostro incontro: esso ha luogo in occasione della Giornata Mondiale del Malato, che ricorre oggi, memoria della Beata Vergine di Lourdes. Il mio pensiero va a quel Santuario dove, in occasione del 150° anniversario delle apparizioni a santa Bernadetta, mi sono recato anch’io; e di quel pellegrinaggio conservo un vivo ricordo, che si focalizza in particolare sul contatto che ho potuto avere con i malati raccolti presso la Grotta di Massabielle. Sono venuto molto volentieri a salutarvi a conclusione della Celebrazione eucaristica, che ha presieduto il Cardinale Javier Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, al quale rivolgo un cordiale pensiero. Insieme a lui saluto i Presuli presenti, i sacerdoti, <span id="more-325"></span>i religiosi e le religiose, i volontari, i pellegrini, specialmente i cari malati e quanti se ne prendono quotidiana cura. E’ sempre emozionante rivivere in questa circostanza qui, nella Basilica di San Pietro, quel tipico clima di preghiera e di spiritualità mariana che caratterizza il Santuario di Lourdes. Grazie, dunque, per questa vostra manifestazione di fede e di amore a Maria; grazie a quanti l’hanno promossa ed organizzata, in particolare all’UNITALSI e all’Opera Romana Pellegrinaggi.<br />
Questa Giornata invita a far sentire con maggiore intensità ai malati la vicinanza spirituale della Chiesa, la quale, come ho scritto nell’Enciclica Deus caritas est, è la famiglia di Dio nel mondo, all’interno della quale nessuno dovrebbe soffrire per mancanza del necessario, soprattutto per la mancanza di amore (cfr n. 25 b). Al tempo stesso, quest’oggi ci è data l’opportunità di riflettere sull’esperienza della malattia, del dolore, e più in generale sul senso della vita da realizzare pienamente anche quando è sofferente. Nel messaggio per l’odierna ricorrenza ho voluto porre in primo piano i bambini ammalati, che sono le creature più deboli e indifese. E’ vero! Se già si resta senza parole davanti a un adulto che soffre, che dire quando il male colpisce un piccolo innocente? Come percepire anche in situazioni così difficili l’amore misericordioso di Dio, che mai abbandona i suoi figli nella prova?<br />
Sono frequenti e talora inquietanti tali interrogativi, che in verità sul piano semplicemente umano non trovano adeguate risposte, poiché il dolore, la malattia e la morte restano, nel loro significato, insondabili per la nostra mente. Ci viene però in aiuto la luce della fede. La Parola di Dio ci svela che anche questi mali sono misteriosamente “abbracciati” dal disegno divino di salvezza; la fede ci aiuta a ritenere la vita umana bella e degna di essere vissuta in pienezza pur quando è fiaccata dal male. Dio ha creato l’uomo per la felicità e per la vita, mentre la malattia e la morte sono entrate nel mondo come conseguenza del peccato. Ma il Signore non ci ha abbandonati a noi stessi; Lui, il Padre della vita, è il medico per eccellenza dell’uomo e non cessa di chinarsi amorevolmente sull’umanità sofferente. Il Vangelo mostra Gesù che “scaccia gli spiriti con la sua parola e guarisce coloro che sono ammalati” (Mt 8, 16), indicando la strada della conversione e della fede come condizioni per ottenere la guarigione del corpo e dello spirito, è la guarigione voluta dal Signore sempre. È la guarigione, d’amore integrale, di corpo e anima, perciò scaccia gli spiriti con la parola. La sua parola è parola d’amore, parola purificatrice: scaccia gli spiriti del timore, della solitudine, dell’opposizione a Dio, perché così purifica la nostra anima e dà pace interiore. Così ci dà lo spirito dell’amore e la guarigione che comincia dall’interno. Ma Gesù non ha solo parlato: è Parola incarnata. Ha sofferto con noi, è morto. Con la sua passione e morte Egli ha assunto e trasformato fino in fondo la nostra debolezza. Ecco perchè – secondo quanto ha scritto il Servo di Dio Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica Salvifici doloris – “soffrire significa diventare particolarmente suscettibili, particolarmente aperti all&#8217;opera delle forze salvifiche di Dio, offerte all&#8217;umanità in Cristo” (n. 23).<br />
Cari fratelli e sorelle, ci rendiamo conto sempre più che la vita dell’uomo non è un bene disponibile, ma un prezioso scrigno da custodire e curare con ogni attenzione possibile, dal momento del suo inizio fino al suo ultimo e naturale compimento. La vita è mistero che di per se stesso chiede responsabilità, amore, pazienza, carità, da parte di tutti e di ciascuno. Ancor più è necessario circondare di premure e rispetto chi è ammalato e sofferente. Questo non è sempre facile; sappiamo però dove poter attingere il coraggio e la pazienza per affrontare le vicissitudini dell’esistenza terrena, in particolare le malattie e ogni genere di sofferenza. Per noi cristiani è in Cristo che si trova la risposta all’enigma del dolore e della morte. La partecipazione alla Santa Messa, come voi avete appena fatto, ci immerge nel mistero della sua morte e della sua risurrezione. Ogni Celebrazione eucaristica è il memoriale perenne di Cristo crocifisso e risorto, che ha sconfitto il potere del male con l’onnipotenza del suo amore. E’ dunque alla “scuola” del Cristo eucaristico che ci è dato di imparare ad amare la vita sempre e ad accettare la nostra apparente impotenza davanti alla malattia e alla morte.<br />
Il mio venerato e amato predecessore Giovanni Paolo II ha voluto che la Giornata Mondiale del Malato coincidesse con la festa della Vergine Immacolata di Lourdes. In quel luogo sacro, la nostra Madre celeste è venuta a ricordarci che su questa terra siamo solo di passaggio e che la vera e definitiva dimora dell’uomo è il Cielo. Verso tale meta dobbiamo tutti tendere. La luce che viene “dall’Alto” ci aiuti a comprendere e a dare senso e valore anche all’esperienza del soffrire e del morire. Domandiamo alla Madonna di volgere il suo sguardo materno su ogni ammalato e sulla sua famiglia, per aiutarli a portare con Cristo il peso della croce. Affidiamo a Lei, Madre dell’umanità, i poveri, i sofferenti, gli ammalati del mondo intero, con un pensiero speciale per i bambini sofferenti. Con questi sentimenti vi incoraggio a confidare sempre nel Signore e di cuore tutti vi benedico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fbliguria.org/2009/02/17%c2%b0-giornata-mondiale-del-malato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luce della Pace da Betlemme 2008</title>
		<link>http://www.fbliguria.org/2008/12/luce-della-pace-2008/</link>
		<comments>http://www.fbliguria.org/2008/12/luce-della-pace-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 13:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fbliguria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Scoutismo]]></category>
		<category><![CDATA[betlemme]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[principe]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fbliguria.org/?p=316</guid>
		<description><![CDATA[Nella chiesa della Natività a Betlemme arde da secoli una lampada alimentata con l’olio offerto a turno da tutti i Paesi cristiani del mondo.
Dal 1986, su iniziativa degli scouts austriaci, un bambino attinge una fiamma dalla lampada perenne della Santa Grotta e la porta in aereo a Linz. Da qui la Luce della pace viene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="http://www.lucedibetlemme.it/site/images/stories/lucepace/logo.jpg" src="http://www.lucedibetlemme.it/site/images/stories/lucepace/logo.jpg" alt="" width="180" height="220" />Nella chiesa della Natività a Betlemme arde da secoli una lampada alimentata con l’olio offerto a turno da tutti i Paesi cristiani del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 1986, su iniziativa degli scouts austriaci, un bambino attinge una fiamma dalla lampada perenne della Santa Grotta e la porta in aereo a Linz. Da qui la Luce della pace viene irraggiata in tutta Europa, grazie ad una “staffetta” organizzata dagli scouts, che mettono così in pratica due principi fondamentali dello scoutismo: l’amore per il prossimo e la fraternità internazionale.<span id="more-316"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La Luce della Pace arriva in Italia a cura delle Associazioni scout di Trieste che, con la collaborazione di Trenitalia e con numerose staffette su varie direttrici, la consegnano in ogni stazione agli scouts locali. Così in ogni città italiana altri scouts provvedono a distribuire la Luce di Betlemme in ogni chiesa e presso varie comunità. In questo modo tutti i fedeli che lo vorranno potranno attingerla e portarla nella propria abitazione: sarà come se ciascuno l’avesse accesa personalmente nella Grotta dove è nato Gesù.</p>
<p style="text-align: justify;">La Luce giungerà il 13.12.2008 alle 18,37 alla stazione FFSS  di Principe. Tutte le persone sono invitate a recare un lumino, una piccola lanterna, ecc. per attingere la Luce e portare questo simbolo di Pace alle proprie abitazioni e parrocchie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SUGGERIMENTI PER IL BUON ESITO DELL’EVENTO</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Allo scopo di conseguire la buona riuscita e l’ordinato svolgimento delle varie fasi dell’evento ed evitare incresciose situazioni poco attinenti allo stile verificatesi lo scorso anno, i Capi delle Unità partecipanti vorranno collaborare attenendosi ai seguenti “suggerimenti”.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La luce giungerà a Genova Principe alle 18,37 di sabato 13 dicembre.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È raccomandabile presentarsi nell’atrio arrivi della Stazione con una mezz’ora di anticipo, in modo da contattare i coordinatori dell’organizzazione per conoscere i dettagli inerenti la disposizione delle Unità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>All’arrivo del treno solo una pattuglia di rappresentanti delle Associazioni andrà al binario per accogliere gli scout triestini recanti la Luce e scortarli sino all’atrio.<br />
Astenersi dall’accorrere disordinato e individuale verso il binario e attendere nel cerchio che verrà formato nell’atrio dai coordinatori con la collaborazione dei Capi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutte le persone che avranno provveduto a portare con sé lumini e lanterne avranno la possibilità di attingere la fiammella che verrà distribuita in cerchio da vari incaricati. Pertanto tutti sono invitati a non affollarsi per evitare disordine e perdite di tempo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo l’accoglimento e l’accensione della Luce, si formerà il corteo che dovrà  procedere lungo l’itinerario previsto in modo ordinato e il più possibile compatto. In testa al corteo verrà portata una lanterna in posizione visibile. Appositi cartelli apriranno e chiuderanno il corteo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Itinerario</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Salita San Giovanni di Prè (sosta presso la Chiesa di S. Giovanni) – Via Balbi – Piazza dell’Annunziata – Via Bensa &#8211; Via Cairoli – Via Garibaldi (sosta a Palazzo Tursi), via della Maddalena (sosta presso la Chiesa della Maddalena) </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lungo il percorso tutti i partecipanti saranno invitati a cantare per rendere festosa la manifestazione. I canti saranno intonati da un megafono.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ore 20,00 circa, presso il chiostro e i locali ricreatori della chiesa della Maddalena si terrà un piccolo rinfresco, i partecipanti sono invitati a portare qualcosa da condividere (cibarie e bevande), subito dopo ci si sposterà all’interno della chiesa per partecipare alla veglia  animata da gruppi scout.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Domenica 14 dalla Maddalena partiranno alcune pattuglie con la luce per la distribuzione nelle chiese delle Vigne, San Sisto, con orari che verranno comunicati non appena i parroci ce lo diranno., San Siro (11,30) e San Marco al Molo (10,45), Una pattuglia (speriamo mista), alle ore 10,15 (poco prima della messa delle 10,30) previa piccola introduzione per spiegare cosa è la luce di Betlemme, porterà la luce in Cattedrale, al rappresentante del Cardinale Bagnasco.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per tutto quanto non indicato in questi “suggerimenti”, valgono lo stile e la Legge Scout.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fbliguria.org/2008/12/luce-della-pace-2008/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Omelia della S. Messa per il 150° anniversario delle apparizioni</title>
		<link>http://www.fbliguria.org/2008/09/omelia-della-s-messa-per-il-150%c2%b0-anniversario-delle-apparizioni/</link>
		<comments>http://www.fbliguria.org/2008/09/omelia-della-s-messa-per-il-150%c2%b0-anniversario-delle-apparizioni/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 10:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fbliguria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Da Lourdes]]></category>
		<category><![CDATA[apparizioni]]></category>
		<category><![CDATA[giubileo]]></category>
		<category><![CDATA[lourdes]]></category>
		<category><![CDATA[omelia]]></category>
		<category><![CDATA[papa]]></category>
		<category><![CDATA[santa messa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lnx.albenga5.org/fbliguria/?p=67</guid>
		<description><![CDATA[Signori  Cardinali, caro Mons. Perrier.
cari  Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio.
cari  pellegrini, fratelli e sorelle,
“Andate a dire ai sacerdoti  che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella”. È il  messaggio che Bernadette ricevette dalla “bella Signora” nell’apparizione del 2 marzo 1858. Da 150 anni i pellegrini non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="http://notizie.alice.it/generated/images/apcom/213x145/213x145_20080914_081154_C30CCD0D.jpg" src="http://notizie.alice.it/generated/images/apcom/213x145/213x145_20080914_081154_C30CCD0D.jpg" alt="" width="213" height="145" />Signori  Cardinali, caro Mons. Perrier.<br />
cari  Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio.<br />
cari  pellegrini, fratelli e sorelle,</p>
<p>“<em>Andate a dire ai sacerdoti  che si venga qui in processione e che si costruisca una cappella”. </em>È il  messaggio che Bernadette ricevette dalla “<em>bella Signora”</em> nell’apparizione del 2 marzo 1858. Da 150 anni i pellegrini non hanno mai cessato di venire alla grotta di Massabielle per ascoltare il messaggio di conversione e di speranza che è loro rivolto. Ed anche noi, eccoci qui stamane ai piedi di Maria, la Vergine Immacolata, per metterci alla sua scuola con la piccola Bernadette.<br />
Ringrazio in modo particolare Mons. Jacques Perrier, Vescovo di Tarbes e Lourdes, per la calorosa accoglienza che mi ha riservato e per le parole gentili che mi ha rivolto. Saluto i Cardinali, i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, i religiosi e le religiose, così come tutti voi, cari pellegrini di Lourdes, in special modo i malati. <span id="more-7"></span>Siete venuti in grande numero a compiere questo pellegrinaggio giubilare con me e ad affidare le vostre famiglie, i vostri parenti ed amici, e tutte le vostre intenzioni a Nostra Signora. La mia riconoscenza va anche alle Autorità civili e militari, che hanno voluto essere presenti a questa Celebrazione eucaristica.<br />
“<em>Quale mirabile cosa è mai il  possedere la Croce! Chi la possiede, possiede un tesoro! </em>(Sant’Andrea di  Creta, <em>Omelia X per l’Esaltazione della Croce: PG </em>97, 1020). In questo giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della santa Croce, il Vangelo che avete appena inteso ci ricorda il significato di questo grande mistero: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché gli uomini siano salvati (cfr <em>Gv </em>3,16). Il Figlio di Dio s’è reso vulnerabile, prendendo la condizione di servo, obbedendo fino alla morte e alla morte di croce /cfr <em>Fil </em>2,8). E’ per la sua Croce che siamo salvati. Lo strumento di supplizio che, il Venerdì Santo, aveva manifestato il giudizio di Dio sul mondo, è divenuto sorgente di vita, di perdono, di misericordia, segno di riconciliazione e di pace. “<em>Per essere guariti dal peccato, guardiamo il  Cristo crocifisso!” diceva sant’Agostino (Tract. in Johan.,</em>XII,11). Sollevando gli occhi verso il Crocifisso, adoriamo Colui che è venuto per prendere su di sé il peccato del mondo e donarci la vita eterna. E la Chiesa ci invita ad elevare con fierezza questa Croce gloriosa affinché il mondo possa vedere fin dove è arrivato l’amore del Crocifisso per gli uomini. Essa ci invita a rendere grazie a Dio, perché da un albero che aveva portato la morte è scaturita nuovamente la vita. È su questo legno che Gesù ci rivela la sua sovrana maestà, ci rivela che Egli è esaltato nella gloria. Sì, “<em>Venite,  adoriamolo!”. </em>In mezzo a noi si trova Colui che ci ha amati fino a donare la sua vita per noi, Colui che invita ogni essere umano ad avvicinarsi a Lui con fiducia.<br />
E’ questo grande mistero che Maria ci affida anche stamane, invitandoci a volgerci verso il Figlio suo. In effetti, è significativo che, al momento della prima apparizione a Bernadette, Maria introduca il suo incontro col segno della Croce. Più che un semplice segno, è un’iniziazio­ne ai misteri della fede che Bernadette riceve da Maria. Il segno della Croce è in qualche modo la sintesi della nostra fede, perché ci dice quanto Dio ci ha amati; ci dice che, nel mondo, c’è un amore più forte della morte, più forte delle nostre debolezze e dei nostri peccati. La potenza dell’amore è più forte del male che ci minaccia. E’ questo mistero dell’universalità dell’amore di Dio per gli uomini che Maria è venuta a rivelare qui, a Lourdes. Essa invita tutti gli uomini di buona volontà, tutti coloro che soffrono nel cuore o nel corpo, ad alzare gli occhi verso la Croce di Gesù per trovarvi la sorgente della vita, la sorgente della salvezza.<br />
La Chiesa ha ricevuto la missione di mostrare a tutti questo viso di un Dio che ama, manifestato in Gesù Cristo. Sapremo noi comprendere che nel Crocifisso del Golgota è la nostra dignità di figli di Dio, offuscata dal peccato, che ci è resa? Volgiamo i nostri sguardi verso il Cristo. È Lui che ci renderà liberi per amare come Egli ci ama e per costruire un mondo riconciliato. Perché, su questa Croce, Gesù ha preso su di sé il peso di tutte le sofferenze e le ingiustizie della nostra umanità. Egli ha portato le umiliazioni e le discriminazioni, le torture subite in tante regioni del mondo da innumerevoli nostri fratelli e nostre sorelle per amore di Cristo. Noi li affidiamo a Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, presente ai piedi della Croce.<br />
Per accogliere nelle nostre vite questa Croce gloriosa, la celebrazione del Giubileo delle apparizioni di Nostra Signora di Lourdes ci fa entrare in un cammino di fede e di conversione. Oggi Maria viene incontro a noi per indicarci le vie d’un rinnovamento della vita delle nostre comunità e di ciascuno di noi. Accogliendo il Figlio suo, che Ella ci presenta, siamo immersi in una sorgente viva in cui la fede può ritrovare un vigore nuovo, in cui la Chiesa può fortificarsi per proclamare con sempre maggior audacia il mistero di Cristo. Gesù, nato da Maria, è Figlio di Dio, unico salvatore di tutti gli uomini, che vive ed agisce nella sua Chiesa e nel mondo. La Chiesa è inviata dappertutto nel mondo per proclamare quest’unico messaggio ed invitare gli uomini ad accoglierlo mediante un’autentica conversione del cuore. Questa missione, che è stata affidata da Gesù ai suoi discepoli, riceve qui, in occasione di questo Giubileo, un soffio nuovo. Che al seguito dei grandi evangelizzatori del vostro Paese, lo spirito missionario, che ha animato tanti uomini e donne di Francia nel corso dei secoli, sia ancora la vostra fierezza e il vostro impegno!<br />
Seguendo il percorso giubilare sulle orme di Bernadette, l’essenziale del messaggio di Lourdes ci è ricordato. Bernadette è la maggiore di una famiglia molto povera, che non possiede né sapere né potere, è debole di salute. Maria la sceglie per trasmettere il suo messaggio di conversione, di preghiera e di penitenza, in piena sintonia con la parola di Gesù: “<em>Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli  intelligenti e le hai rivelate ai piccoli” (Mt</em> 11,25). Nel loro cammino spirituale i cristiani sono chiamati essi pure a far fruttificare la grazia del loro Battesimo, a nutrirsi di Eucaristia, ad attingere nella preghiera la forza per testimoniare ed essere solidali con tutti i loro fratelli in umanità (cfr <em>Omaggio  alla Vergine Maria, </em>Piazza di Spagna, 8 dicembre 2007). E’ dunque una vera catechesi che ci è proposta sotto lo sguardo di Maria. Lasciamo che la Vergine istruisca pure noi e ci guidi sul cammino che conduce al Regno del Figlio suo!<br />
Proseguendo nella sua catechesi  la “<em>bella Signora”</em>rivela il suo nome a Bernadette: “<em>Io sono  l’Immacolata Concezione”. </em>Maria le rivela così la grazia straordinaria che  ha ricevuto da Dio, quella di essere stata concepita senza peccato, perché “<em>ha  guardato l’umiltà della sua serva” </em>(<em>Lc </em>1,48).  Maria è questa donna della nostra terra che s’è rimessa interamente a Dio e ha ricevuto da Lui il privilegio di dare la vita umana al suo eterno Figlio. “<em>Sono la serva del Signore, avvenga di me  quello che hai detto”</em> (<em>Lc </em>1,38). Essa è la bellezza trasfigurata, l’immagine dell’umanità nuova. Presentandosi così in una dipendenza totale da Dio, Maria esprime in realtà un atteggiamento di piena libertà, fondata sul pieno riconoscimento della sua vera dignità. Questo privilegio riguarda anche noi, perché ci svela la nostra dignità di uomini e di donne, segnati certo dal peccato, ma salvati nella speranza, una speranza che ci consente di affrontare la nostra vita quotidiana. E’ la strada che Maria apre anche all’uomo. Rimettersi completamente a Dio è trovare il cammino della libertà vera. Perché volgendosi a Dio, l’uomo diventa se stesso. Ritrova la sua vocazione originaria di persona creata a sua immagine e somiglianza.<br />
Cari fratelli e sorelle, la vocazione primaria del santuario di Lourdes è di essere un luogo di incontro con Dio nella preghiera, e un luogo di servizio ai fratelli, soprattutto per l’accoglienza dei malati, dei poveri e di tutte le persone che soffrono. In questo luogo Maria viene a noi come la madre, sempre disponibile ai bisogni dei suoi figli. Attraverso la luce che emana dal suo volto, è la misericordia di Dio che traspare. Lasciamoci toccare dal suo sguardo: esso ci dice che siamo tutti amati da Dio, mai da Lui abbandonati! Maria viene a ricordarci che la preghiera, intensa e umile, confidente e perseverante, deve avere un posto centrale nella nostra vita cristiana. La preghiera è indispensabile per accogliere la forza di Cristo. “<em>Chi prega non spreca il suo tempo, anche se la situazione ha tutte le caratteristiche dell’emergenza e sembra spingere unicamente all’azione” (</em>Enc. <em>Deus caritas est, </em>n. 36). Lasciarsi assorbire dalle attività rischia di far perdere alla preghiera la sua specificità cristiana e la sua vera efficacia. La preghiera del Rosario, così cara a Bernadette e ai pellegrini di Lourdes, concentra in sé la profondità del messaggio evangelico. Ci introduce alla contemplazione del volto di Cristo. In questa preghiera degli umili noi possiamo attingere grazie abbondanti.<br />
La presenza dei giovani a Lourdes è anche una realtà importante. Cari amici, qui presenti stamattina intorno alla Croce della Giornata Mondiale della Gioventù, quando Maria ricevette la visita dell’Angelo, era una giovane ragazza di Nazaret che conduceva la vita semplice e coraggiosa delle donne del suo villaggio. E se lo sguardo di Dio si posò in modo particolare su di lei, fidandosi di lei, Maria vuole dirvi ancora che nessuno di voi è indifferente per Dio. Egli posa il suo sguardo amoroso su ciascuno di voi e vi chiama ad una vita felice e piena di senso. Non lasciatevi scoraggiare davanti alle difficoltà! Maria fu turbata all’annuncio dell’angelo venuto a dirle che sarebbe diventata la Madre del Salvatore. Essa sentiva quanto era debole di fronte alla onnipotenza di Dio. Tuttavia disse “sì” senza esitare. Grazie al suo “sì” la salvezza è entrata nel mondo, cambiando così la storia dell’umanità. A vostra volta, cari giovani, non abbiate paura di dire “sì” alle chiamate del Signore, quando Egli vi invita a seguirlo. Rispondete generosamente al Signore! Egli solo può appagare le aspirazioni più profonde del vostro cuore. Siete in molti a venire a Lourdes per un servizio attento e generoso accanto ai malati o ad altri pellegrini, mettendovi così sulle orme di Cristo servo. Il servizio reso ai fratelli e alle sorelle apre il cuore e rende disponibili. Nel silenzio della preghiera, sia Maria la vostra confidente, lei che ha saputo parlare a Bernadette rispettandola e fidandosi di lei. Maria aiuti coloro che sono chiamati al matrimonio a scoprire la bellezza di un amore vero e profondo, vissuto come dono reciproco e fedele! A coloro tra voi che Egli chiama a seguirlo nella vocazione sacerdotale o religiosa, vorrei ridire tutta la felicità che vi è nel donare totalmente la propria vita a servizio di Dio e degli uomini. Siano le famiglie e le comunità cristiane luoghi nei quali possano nascere e maturare solide vocazioni a servizio della Chiesa e del mondo!<br />
Il messaggio di Maria è un messaggio di speranza per tutti gli uomini e per tutte le donne del nostro tempo, di qualunque Paese siano. Amo invocare Maria come <em>Stella della  speranza </em>(Enc<em>. Spe salvi</em>, n.50). Sulle strade delle nostre vite, così spesso buie, lei è una luce di speranza che ci rischiara e ci orienta nel nostro cammino. Mediante il suo “sì”, mediante il dono generoso di se stessa, ha aperto a Dio le porte del nostro mondo e della nostra storia. E ci invita a vivere come lei in una speranza invincibile, rifiutando di ascoltare coloro che pretendono che noi siamo prigionieri del fato. Essa ci accompagna con la sua presenza materna in mezzo agli avvenimenti della vita delle persone, delle famiglie e delle nazioni. Felici gli uomini e le donne che ripongono la loro fiducia in Colui che, nel momento di offrire la sua vita per la nostra salvezza, ci ha donato sua Madre perché fosse nostra Madre!<br />
Cari fratelli e sorelle, in questa terra di Francia, la Madre del Signore è venerata in innumerevoli santuari, che manifestano così la fede trasmessa di generazione in generazione. Celebrata nella sua Assunzione, essa è la Patrona amata del vostro Paese. Sia sempre onorata con fervore in ciascuna della vostra famiglie, nelle vostre comunità religiose e nelle parrocchie! Vegli Maria su tutti gli abitanti del vostro bel Paese e sui pellegrini venuti numerosi da altri Paesi per celebrare questo Giubileo! Sia per tutti la Madre che circonda d’attenzione i suoi figli nelle gioie come nelle prove! Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra, insegnaci a credere, a sperare e ad amare con te. Indicaci la via verso il regno del tuo Figlio Gesù! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino! (cfr Enc. <em>Spe salvi, </em>n.50). Amen.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.fbliguria.org/2008/09/omelia-della-s-messa-per-il-150%c2%b0-anniversario-delle-apparizioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
